La Genesi: Tre, viaggi verso la libertà

CONSIGLIO REGIONALE DELLA TOSCANA – FESTA DELLA TOSCANA 2012

con:

LiiT-Lega Italiana Improvvisazione Teatrale

in collaborazione con: “LIBERA” Presidio di Firenze “El Adji Baba” e  ANPI OLTRARNO

“TRE: viaggi verso la libertà”

con: FIAMMA NEGRI, GILA MANETTI, ORNELLA ESPOSITO
Ideazione e scrittura: FIAMMA NEGRI E GIUSI SALIS
Regia: FIAMMA NEGRI E BRUNO CORTINI
Regia tecnica: MARINO SANCHI
Assistente alla regia: CATERINA ZACCARIA

Le donne sono sempre in viaggio: un viaggio verso la libertà.
Spesso attraverso la Liberazione: dai pregiudizi, dalla paura, dalle convenzioni…
E la libertà ha un prezzo, in ogni epoca: soprattutto per chi, indipendentemente dalla cultura o dalla latitudine, per realizzare il proprio desiderio deve rinunciare a qualcosa .
Racconteremo storie di donne apparentemente lontane nel tempo e nel vissuto che si incontrano per arrivare alla stessa destinazione
Racconteremo con leggerezza e anche con ironia di storie dove piccoli dettagli, apparentemente banali, diventano motore di cambiamento, scatenando situazioni a volte surreali, a volte grottesche, a volte poetiche…

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di Fiamma Negri, Giusi Salis (17/06/2013)
Il bando della Regione Toscana recitava: “Viaggio verso la libertà: una storia, tante diversità, ancora in viaggio”.

Istintivamente abbiamo pensato: libertà, diversità, ancora in viaggio. Ancora in viaggio?! Racconteremo le donne. Ovviamente.
E altrettanto ovviamente le domande…
Quando cambiano le donne, che succede nella società?
E quando le donne viaggiano verso il cambiamento, cosa cercano?
E quando cercano la libertà, qual è il prezzo da pagare? Di sicuro si rinuncia a qualcosa…
La risposta è più semplice di quanto si creda: il bisogno primario, la libertà che le donne cercano, è la libertà di essere felici.

Avevamo già lavorato insieme sulla Resistenza. Sulle donne della Resistenza.
Donne considerate poco più che “cameriere”:  preparano il pranzo, portano i messaggi, rischiano la vita pedalando attraverso le file nemiche… e restano nell’ombra, come fanno le donne: discrete e accoglienti.
Il gioco si rompe quando questa specie di pudore non basta più a preservarle dai feroci pregiudizi che devono sopportare: “dormi con gli uomini, sei una puttana”. E’ davvero troppo: da qui, da questo disprezzo, nascerà una reazione irrefrenabile che innescherà un cambiamento epocale per una società immobile da secoli.

E oggi?
Dopo tutti i femminismi e i movimenti, chi sono le donne che, anche inconsapevolmente, sentono il bisogno di intraprendere questo cammino?
La prima risposta per due laiche non scevre da un filo di pregiudizio ci ha fatto sorridere: è evidente, le donne nella Chiesa. E’ nata così Felicita: una suora un po’ hippie, che per espandere il suo spirito fuori da confini che sente troppo stretti decide alla fine, pur non abbandonando la sua fede,  di lasciare i voti.

Manca ancora un altro tassello, ci mettiamo a lavorare per costruire  il personaggio di una donna inconsapevole, romantica e naif che si innamora di un grottesco cantante neo melodico coinvolto in giri di camorra. Eravamo rimaste folgorate, sulla via di Damasco, dal risvolto tragicamente surreale di cantanti come Maria Nazionale con Ragione e Sentimento o  Tommy Riccio con  Nu’ latitante. Questa immagine strappalacrime e eccessiva  della cultura che sottende all’ “estetica camorrista” risultava decisamente comica ad un occhio esterno come il nostro. E qui sta l’equivoco: è questa visione “eroica” delle donne e degli uomini delle mafie che crea il substrato che ne permette la riproduzione e il consenso.

E qui, quasi per caso, ci viene incontro Rossella Casini e, senza rendercene conto, ci ritroviamo in un contesto diverso,  più “sobrio” e apparentemente meno distante come quello della ‘ndrangheta, che fa del silenzio e della compostezza la sua cifra distintiva.
Rossella incontra Francesco Frisina e la condizione che li accomuna è quella di essere studenti all’Università di Firenze.
Rossella si innamora.
Come le sue amiche.
Tutto normale.
Come si sa, l’amore è cieco, ma un omicidio si vede benissimo…: in Calabria viene ucciso il padre di Francesco e lei decide, come molte donne, di “salvare” l’amato.
E’ che in quel contesto non si può salvare chi non vuole essere salvato. Se parli, muori. Non si fa. Nessuna donna può farlo. Come rivela il pentito Vincenzo Lo Vecchio, l’ordine della famiglia Frisina è perentorio: “Fate a pezzi la straniera”.

Rossella scompare e di lei non resta neanche una foto, ed è sempre una canzone – “I cunfirenti” –  pescata dal nutrito repertorio filomalavitoso, che ci rivela un altro particolare:  se parli sei un pezzo di niente : “Tu non si omu, si na pezza e nenti/Carne venduta i carogna infamanti/Tradisti lu cori di tanta genti/Tu si cuntrastu, sbirru e cunfirenti/Cu sgarra paga e paga ca vita/E tu non si degnu di campari.”
Rossella vede questa realtà con i nostri occhi: dall’esterno, utilizzando una logica che non può funzionare in quei territori. La vede senza avere gli strumenti per decifrare segnali e regole. Senza capire chi è “il regista del film che sta vivendo”. E, soprattutto, pensa che sia sufficiente dare risposte “moderne” ad un mondo arretrato.

“Tre” è lo spettacolo che narra le storie di Aurora, la partigiana, Felicita, la suora e Lea, la testimone di giustizia.

Gli amici di Libera Firenze vedono lo spettacolo e ci chiedono di fare qualcosa per la “XVIII giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie”, Lea prende il sopravvento: la sua storia si svincola dagli altri personaggi e diventa autonoma, amplia la visione e ci fa entrare in un mondo dolente, di donne che soffrono in silenzio ma che ancora, in segreto, hanno la forza di sognare, di provare ad essere libere.
Lea, la protagonista del nostro spettacolo, è ispirata a Rossella ed il suo nome è un evidente omaggio a Lea Garofalo; la nostra protagonista però non muore, vive sotto protezione ma trova la “sua ” felicità.

Come scrive Renate Siebert, “Il rifiuto dei sentimenti altri e la negazione dei propri sono la  base sulla quale si sviluppa l’appartenenza mafiosa. Bisogna batterli sulla qualità della vita, sulla ricerca di felicità, sull’amore”.

PS: Oggi è il 17 Giugno 2013, mentre chiudiamo l’articolo, Francesca Chirico ci invia la notizia del ritrovamento della foto di Rossella . E’ un’emozione che non sappiamo descrivere.

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